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Scheda Google dell'attività: come farla lavorare davvero, per chi opera fra Pomezia, Ardea e Roma sud

7 min di lettura

in breve

Google ordina le attività nei risultati locali in base a tre fattori: pertinenza (quanto la scheda corrisponde alla ricerca), distanza (quanto l'attività è vicina a chi cerca) e prominenza (quanto è conosciuta, anche in base a recensioni e siti che la citano). Sulla distanza non si può fare nulla; sulle altre due sì: categoria principale specifica, servizi e descrizione completi, area servita corretta, recensioni chieste a tutti i clienti in modo regolare e con una risposta a ciascuna. Offrire sconti o regali in cambio di recensioni è vietato dalle norme di Google.

Quando qualcuno cerca «idraulico Pomezia», «commercialista Ardea» o «riparazione computer Torvaianica», la prima cosa che vede spesso non è un sito: è la mappa con tre attività. Chi compare lì riceve le telefonate; chi sta sotto, molte meno. Quella mappa si alimenta della scheda Google dell'attività (oggi si chiama Profilo dell'attività su Google, prima Google My Business).

Molte schede nella zona sono state aperte anni fa e mai più toccate. È un'occasione: il lavoro che serve non è complicato, ma quasi nessuno lo fa per intero.

Come decide Google chi mostrare

Google lo spiega nella propria guida: i risultati locali si basano principalmente su tre fattori [1].

FattoreCosa significaCosa puoi farci
PertinenzaQuanto la scheda corrisponde a ciò che la persona ha cercatoMolto: categorie, servizi, descrizione e informazioni complete
DistanzaQuanto l'attività è vicina a chi cerca, o al luogo indicato nella ricercaNulla: è un dato geografico
ProminenzaQuanto l'attività è conosciuta, anche in base al numero di recensioni e ai siti che la citanoMolto, ma con tempi lunghi: recensioni, citazioni, sito

La distanza spiega un fenomeno che confonde molti titolari: un'attività di Ardea può comparire in alto per chi cerca da Tor San Lorenzo e molto più in basso per chi cerca dal centro di Pomezia, con la stessa identica scheda. Non è una penalizzazione: è la distanza. Per questo non ha senso inseguire la prima posizione «ovunque»; ha senso essere forti dove si lavora davvero.

La categoria principale: l'errore più comune

La categoria principale è il segnale di pertinenza più forte, e spesso è scelta male: troppo generica, oppure usata come se fosse una parola chiave. Le indicazioni di Google sono precise: scegliere la categoria più specifica che rappresenti l'attività nel suo insieme, completare la frase «questa attività È un…» e non «questa attività HA un…», e usare il minor numero di categorie necessario [4].

  • L'esempio che fa Google stesso: un salone specializzato in unghie sceglie la categoria delle unghie, non quella generica di salone.
  • Le categorie secondarie servono per le attività davvero distinte, non per elencare ogni singolo servizio: per quelli c'è la sezione Servizi.
  • Non si usano categorie di attività vicine o collegate [4]. E non si aggiungono parole chiave o nomi di comuni al nome dell'attività: il nome deve essere quello reale, e le informazioni superflue nel nome possono portare alla sospensione della scheda [2].

Lavori dai clienti? Nascondi l'indirizzo e imposta l'area servita

Idraulici, elettricisti, imprese di pulizie, tecnici a domicilio e molti professionisti non ricevono clienti in sede. Per Google sono «attività al domicilio del cliente», e le regole per loro sono chiare: se non servi i clienti al tuo indirizzo (per esempio perché lavori da casa) l'indirizzo va nascosto, e la scheda mostra solo l'area servita [2][3].

L'area si imposta per comuni o codici postali, fino a un massimo di 20 aree, e nel complesso non dovrebbe estendersi oltre circa due ore di guida dalla sede [3]. Per chi lavora fra Pomezia, Ardea, Anzio, Nettuno, Aprilia e Roma sud il limite non è un problema; il problema semmai è opposto: indicare tutta la provincia di Roma e Latina «per non perdere niente» diluisce il segnale e non aiuta chi cerca vicino.

Recensioni: come chiederle senza violare le regole

Le recensioni contano due volte: per la prominenza e per chi legge la scheda prima di chiamare. Il modo per averne di più è banale e poco praticato: chiederle a tutti i clienti, sempre, con il link diretto che la scheda mette a disposizione.

Ci sono però tre cose che le norme di Google vietano espressamente, e che nella zona si vedono fare [5]:

  • Offrire incentivi in cambio di una recensione: sconti, omaggi, servizi gratuiti, pagamenti. Anche «10% di sconto sul prossimo intervento se ci lasci 5 stelle».
  • Chiedere recensioni solo ai clienti soddisfatti, o scoraggiare quelle negative. Si chiede a tutti.
  • Fare pressione perché la recensione venga scritta sul posto, o chiedere di inserire contenuti specifici.

Rispondere è l'altra metà del lavoro. Si può fare solo con una scheda verificata, e chi ha scritto la recensione riceve una notifica della risposta [6]. Una risposta breve e personale alle positive, e una risposta calma e concreta alle negative, dicono a chi legge molto più delle stelle.

Post, foto e aggiornamenti

Dalla scheda si possono pubblicare aggiornamenti, offerte ed eventi, con foto e un pulsante che porta al sito o alla prenotazione; i post si possono programmare e ripetere con cadenza settimanale o mensile [7]. Google non promette che pubblicare migliori la posizione, e non lo prometto nemmeno io; ma una scheda con foto recenti e un aggiornamento del mese scorso comunica a chi la guarda che l'attività è viva, e chi confronta tre schede sceglie anche con quel criterio.

Checklist: un pomeriggio di lavoro

  1. Verifica di avere l'accesso da proprietario alla scheda, con un account intestato all'attività e non a un ex collaboratore o a un'agenzia.
  2. Categoria principale: la più specifica possibile. Categorie secondarie solo per attività davvero diverse.
  3. Nome dell'attività scritto esattamente come nella realtà, senza parole chiave aggiunte.
  4. Indirizzo visibile solo se ricevi clienti; altrimenti nascosto, con l'area servita per comuni.
  5. Orari, telefono e sito corretti, identici a quelli pubblicati sul sito e negli elenchi online.
  6. Sezione Servizi compilata, con una descrizione di ciascuno.
  7. Almeno dieci foto reali: esterno o mezzi di lavoro, lavori eseguiti, persone.
  8. Link per le recensioni salvato sul telefono, da mandare a ogni cliente a lavoro concluso.
  9. Risposta a tutte le recensioni già presenti, comprese quelle vecchie.
  10. Un post programmato con ripetizione mensile, da aggiornare quando c'è qualcosa da dire.

E il sito, a cosa serve?

La scheda porta la telefonata; il sito spesso decide se quella telefonata arriva. Chi confronta tre attività apre i siti, e un sito con i servizi spiegati, i prezzi indicativi e le zone servite aiuta anche la pertinenza della scheda, perché Google legge entrambi. Le due cose funzionano meglio insieme, e le informazioni (nome, telefono, zona) devono coincidere ovunque compaiano.

Se vuoi che ci pensi io, la SEO locale parte da 400 euro: si misura da dove si parte, si mette in ordine la scheda e i dati aziendali sparsi in rete, e ogni mese si guardano posizioni, chiamate e richieste di indicazioni. I primi effetti sulla scheda si vedono di solito entro quattro-sei settimane; le posizioni nelle ricerche di zona si muovono in tre-sei mesi.

Dubbi residui

Domande frequenti

Come si sale nella mappa di Google?

Google ordina i risultati locali per pertinenza, distanza e prominenza. Sulla distanza non si interviene; sulla pertinenza sì, con categoria specifica, servizi e informazioni complete; sulla prominenza con recensioni regolari e citazioni da altri siti. Non esiste un intervento singolo che garantisca il primo posto.

Posso nascondere l'indirizzo se lavoro da casa?

Sì, anzi è quello che Google chiede alle attività che servono i clienti a domicilio e non li ricevono in sede. La scheda mostrerà solo l'area servita, impostabile fino a 20 aree fra comuni e codici postali.

Posso offrire uno sconto a chi lascia una recensione?

No. Le norme di Google vietano qualsiasi incentivo in cambio di recensioni (sconti, omaggi, pagamenti) e vietano anche di chiederle solo ai clienti soddisfatti. Le recensioni rimosse per questi motivi non vengono ripristinate.

Devo rispondere alle recensioni negative?

Sì, con calma e nel merito. Chi ha scritto riceve una notifica della risposta, ma soprattutto la leggono tutti quelli che valutano l'attività dopo di lui: una risposta concreta a una critica spesso rassicura più di una recensione positiva.

Quanto tempo serve per vedere risultati?

Le correzioni sulla scheda si notano di solito entro quattro-sei settimane. Le posizioni sulle ricerche di zona si muovono più lentamente, nell'ordine di tre-sei mesi, e di più dove la concorrenza è forte.

  • Google Business Profile
  • SEO locale
  • recensioni
  • Google Maps
  • Pomezia
  • Ardea

Fonti

  1. [1]Suggerimenti per migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca locale su Google · Guida di Profilo dell'attività su Google
  2. [2]Guidelines for representing your business on Google · Google Business Profile Help
  3. [3]Manage your service areas for service-area & hybrid businesses · Google Business Profile Help
  4. [4]Manage your business category · Google Business Profile Help
  5. [5]Contenuti vietati e con limitazioni · Norme relative ai contenuti generati dagli utenti di Maps
  6. [6]Manage customer reviews · Google Business Profile Help
  7. [7]Create & manage posts on your Business Profile · Google Business Profile Help
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